lunedì, 14 aprile 2008

Minestrone di ottima verdura.

I drink good coffee every morning
comes from a place that's far away
And when i'm done i feel like talking
(Caffè... se è vero che sul fondo tieni il futuro, se è vero
che ci vedi al di là del muro..raccontami quel che mi aspetta, io vado di fretta)

God today is not an ordinary day
wind it back and make it go away

(So when you hear this autumnsong clear your heads and get ready to run)
A te che mi hai insegnato i sogni e l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio e anche nella paura
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa

(noi teppisti qualunquisti senza fede nè bandiera
noi ottusi integralisti psicolabili per natura)

Minestrone di verdura in parte ottima  ====>

riflessioni di opheliamillais delle 23:12
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giovedì, 28 febbraio 2008

G si è costruito un mondo di fantasia, nel quale vivere la vita che voleva e non avrà mai.
Nascosto in quel mondo G è felice, perchè si narra principe oppure ladro, vincente o smarrito ma sempre amato e circondato da chi vuol solo abbracciarlo forte quando torna a casa.
Guardandolo ho pensato che avrei dovuto svegliarlo.
Ma non lo ho fatto.
Ho ascoltato il suo mondo, sorridendo dei suoi sorrisi pieni di fantastico amore.
Lui era felice... e un pò anch'io.
Tornando a casa pensavo che in fin dei conti era giusto così, era giusto lasciarlo sognare in pace e partecipare al suo sogno con fiducia.

Del resto tutti ci rifugiamo nel nostro piccolo mondo privato, quando quello vero fa troppo schifo, è troppo noioso o fa troppo male. Forse anche G un giorno riuscirà a trovare quei rifugi meno pericolosi che usiamo noi adulti.
Io oggi ho trovato un paio di rifugi interessanti e a basso investimento.
Uno è questo
===>
ed il secondo è questo ===>

Poi c'è il rifugio per eccellenza, quello usato per estro e non per intro_mettersi.
E non ci sono strade che conducano a quel rifugio.
Oggi, forse domani, ne nasce uno nuovo ed è fatto di pelle tesa che brama di aderire alle ossa.
E' fatto di carne solida e scomposta nello spasmo.
E' fatto di musica senza note, una melodia che solo io conosco e potrei canticchiare.
E' fatto di questo ma non si direbbe... infatti non lo dirà nessuno, se non sarò io per prima a dirlo. Ed io non lo farò.
L'unica cosa certa è quell'odore che io adoro...ma l'odore è fidato: non racconta il senso.

Stasera, per esempio, nel locale si sentiva un odore acre.
Io ho detto "cipolla" ma forse non lo era. Gli altri hanno dato altre versioni.
Anche in questo caso l'unica cosa certa era un odore, del quale però non siamo riusciti ad accertare la natura.
Quindi posso star tranquilla.

 

riflessioni di opheliamillais delle 00:52
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domenica, 13 gennaio 2008

Ho scoperto perchè, a volte, il silenzio è salute. A pensarci non è nemmeno così atipico.
Si sta in silenzio quando non si ha nulla da dire nè da dirsi, quando si vuol solo osservare/ascoltare/sentire gli eventi.
Si sta in
silenzio quando si ritiene che la propria partecipazione alle cose le possa deturpare.
Stiamo in silenzio se siamo certi che ascoltandoci su certe cose finiremmo per distruggerle ma non siamo altrettanto certi della veridicità dei dati in nostro possesso...e non possiamo chiedere spiegazioni.
Infine, si sta in silenzio per non tracciare dei sentieri che conducano a noi: chiunque riuscisse ad arrivare potrebbe dire che ha solo seguito la segnaletica.


1) Ho finito le sigarette.
2) Ci sono persone che tendi a sottovalutare finchè non ti accorgi di quanto ti vogliono bene (grazie A)
3) Ci sono persone che tendi a sopravvalutare finchè non ti accorgi di quanto sono opportuniste (prego C)
4) Ci sono persone che sono tanto idiote quanto ti appaiono a prima vista (fai pure, M)
5) Ci sono persone che vogliono a tutti i costi sapere la verità: e verità sia! Mi attrai come una scatola di sardine ammuffite dopo il cenone di Natale (T)
6) Le feste sono finite
7) Andate in pace 
    (Per dirla meglio.. levatevi dai coglioni, o tutti voi che ci siete sopra)
8) Se Maometto non va alla montagna, la montagna resta dov'è.
9) Le file al supermercato hanno velocità casuale, è che siamo condizionati da Murphy.




riflessioni di opheliamillais delle 10:28
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domenica, 04 febbraio 2007

Una sequenza di canzoni che ricordano momenti importanti... in perfetto ordine cronologico, intervallate da brani insignificanti che durano un tempo indefinito, che sembra molto mentre scorre e poco quando arriva la canzone successiva. 
E' così, e stasera è stato così: che strana "assonanza", proprio come succede nella vita.
Gli intervalli tra momenti importanti sembrano interminabili, ma quando arriva la meta successiva ti rendi conto che non è che sia passato poi così tanto tempo. E poi si ricomincia al rallentatore, con minuti che sembrano interminabili, con giornate che passano grigie. Finchè torna il sereno, che poi diventa un sereno troppo sereno e conduce alla noia. E poi ancora una meta, e poi tutto daccapo.
Sarà sempre così? Sarò sempre così? Boh.
Intanto vado.


 

riflessioni di opheliamillais delle 03:16
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sabato, 13 gennaio 2007

Dicono che le moderne produzioni artistiche, che privilegiano dissacrazione e contrasto rispetto alla perfezione ed alla bellezza canonica, siano lo specchio di certi nostri bisogni.
Dicono che in una società come la nostra, che garantisce ai più la sopravvivenza solo con l'adeguamento, la disciplina, l'adesione e la riproduzione degli schemi, è inevitabile l'insorgere delle frustrazioni dovute all'aggressività repressa.
Dicono: è normale che l'attuale appassionato d'arte tragga le migliori esperienze estetiche proprio osservando immagini conflittuali "di rottura", che soddisfano (oltre all'esigenza di armonia) anche le esigenze distruttive, rispetto a quelle immagini tutte "perfezione et bilanciamento" che lasciano il vuoto dove già lo lascia la società.
Dicono che per questo Picasso e Bacon son diventati famosi.

Ed io gli credo.

riflessioni di opheliamillais delle 20:27
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giovedì, 14 dicembre 2006

foga, poga, foga.
Auto che sfrecciano, pensieri che si incrociano incoscienti per un breve secondo e VIA... ognuno dritto alla meta, nel minor tempo possibile.
EPIDERMIDE:  il regalo di natale, il biglietto da inviare, il vestito da comprare, l'esame da preparare, la ricetta da provare, il consulente da pagare, un desiderio da esaudire, la canzone da registrare, la suocera da ricoverare, il cane da vaccinare, l'orologio da riparare, il bambino da consolare, la fidanzata da accontentare, il lavoro da terminare, la raccomandata da spedire, il progetto da vagliare, il precetto da seguire, il pretaccio da ascoltare.
DERMA: dove vado, cosa faccio, ma ci tengo davvero? è la mia strada, è la sua strada, ma sarà bene o male? ci sono, non ci sono, e se ci sono perchè? trattenere o lasciare, scegliere o abdicare, vincere? se vado è bene, se resto non so. Dovrei essere triste? Dovrei essere felice? Dovrei essere?
SOTTOCUTE: chi sono io davvero? dovrei cercarmi? Dicono di si.
E' oppure mi sembra? il senso del vero, il senso del male. Il senso.

Direzioni, Direttive, Dì:
Ma davvero pensavi di essere il solo?
Nell'auto a fianco, al ciglio della strada, sulla moto che ti viene incontro, nell'ufficio dove stai entrando, sul bancone del negozio, nella cucina del ristorante, dietro l'angolo del portone. Ovunque.
Come piccoli soldatini, ognuno so(lo)mmerso/perso nei pensieri di tutti.

riflessioni di opheliamillais delle 18:09
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