giovedì, 10 gennaio 2008

Oddio, va bene...
diciamo che potrebbe anche andar meglio, chè quando le decisioni non le prendi tu e nemmeno ti riguardano, però scopri che stranamente te le senti incollate addosso come un'etichetta, ma di quella marca che a te fa veramente cagare, allora devi subirle per forza, allora tocca solo star zitti.

E stiamo zitti.

Chè poi "c'è il suo perchè" nello star zitti.
Se stai zitto ascolti di più gli altri, ma li ascolti davvero, perchè tanto tu non hai nessuna intenzione di dire un emerito niente quindi sei tutto concentrato nell'ascolto.
Se stai zitto magari capita anche che parli, si, ma non stai comunicando, stai parlando. E parli in un modo diverso, nel senso che emetti delle parole sicuramente pensate e magari sensate ma non accompagnate. Come dire? Loro suonano (le parole) ma tu non canti, nel frattempo. Non partecipi.

Per me è strano, star zitta.
Io sono una loquace, ma loquace da dentro, nel senso che parlo e parlo sempre con tutta me stessa nella voce. Non ci avevo mai pensato ma è così.

Cosa succede adesso? Chissà.
Non mi era mica mai capitato di sentirmi così silenziosa.
Perchè di sentirmi io mi sento, eccome.
Però sono senza parole.

E' bene che mi compri un album da disegno.

deliri di opheliamillais delle 21:38
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti

lunedì, 13 agosto 2007

"Chi Sei?" disse la piccola volpe, osservando di sbieco la lucida luna.
"Come ti chiami?"
"Da dove vieni?"
continuò la volpe, non ottenendo risposta.
"Dove sei diretta?"
provò a chiedere.

A questo punto, pensò la volpe, non ci sono altre domande che mi interessa fare.
Tutte le cose che di quella luminosa sfera vorrei sapere, restano inesorabilmente un mistero.
Sarò diretta, pensò la volpe. Basta far domande personali, magari la luce si annoia a rispondere.

"Posso venire con te?" - si fece coraggio.
"Mi piaci tanto, e vorrei camminarti a fianco, perchè tu illumineresti il mio cammino, sai? Lo illumineresti perchè tu fai tanta luce... ed io no" - concluse la volpe, in totale schiettezza.

La luna, ora, rispose seria:
"Ma non vedi, volpe, quanto sono lontana? Non vedi che io sono oltre l'aria che respiri?"
"Si, ma..." - tentò di argomentare la volpe, ma la luna, interrompendola, continuò:
"Guardami: tu pensi che io possa illuminare la tua strada... ma la verità è che non dipende dalla mia volontà, e non è una mia dote. Io rifletto i raggi del sole, e potrei non rifletterli improvvisamente, senza alcun preavviso, e senza che nè io nè tu possiamo accorgercene per tempo."
La volpe ascoltava, rapita.
"Non ho risposto alle tue domande" - continuò la luna - "perchè risposta non esiste: non so chi sono, nè da dove vengo... e men che mai saprei dirti dove sono diretta."
La luna abbassò lo sguardo, e tristemente continuò:
"So che mi chiamano Luna, so che molti pensano che io sia bella, so che altri mi ritengono romantica, o poetica, so che c'è chi addirittura pensa che io sia affascinante.... ma so anche che tutti si lasciano abbagliare dalla luce che rifletto ... e credono che io sia quella."
"In verità io sono dietro a quella luce, sono la sostanza grigia che nessuno guarda, sono materia insignificante che semplicemente si adegua, e mi ferisce sapere che c'è chi crede che in me vi sia bellezza... semplicemente perchè non si tratta di me".

La volpe, pensierosa, sedeva sullo spuntone di roccia, proprio sotto a quella materia che emanava tanta luce.
Dopo un silenzio di minuti o forse di ore, la volpe guardò verso il cielo e disse:
"Ho sbagliato tutto."
"Non avrei dovuto farti quelle domande... in effetti a me non interessa chi sei, nè come ti chiami... e neppure dove tu sia diretta. Non importa che tu sia materia o luce, nè che tu sia bella o insignificante."

La luna, bonaria, rispose:
"Ecco. Ora sei cosciente. Ed ora puoi capire che non posso piacerti, nè puoi odiarmi, o tantomeno puoi desiderare di camminare al mio fianco... semplicemente perchè non può essere reale. Non è."

La volpe abbozzò un tiepido sorriso:
"materia o luce, vicina o lontana nell'aria, insignificante o bella, tu Sei... perchè quel che vedo è il colore della luce che rifletti e quel colore è solo tuo, ed è dato dal raggio che bacia la materia che fa di te una sfera. Tu sei, ed è vero che forse un giorno non sarai, ma io potrei smettere di essere già prima di quel giorno. E come me, tutto quello che è."
"nel frattempo" - concluse la volpe - "quel che vorrei è camminare al tuo fianco."

 

deliri di opheliamillais delle 21:05
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti

venerdì, 03 novembre 2006

Oggi è freddo, e quando è freddo è bello
(cold is beautiful)
Essere da soli a casa quando fuori è freddo però è un pochino meno bello
(cold is beautiful, sometimes)
Respingere una proposta vagamente inadatta e restare da soli a casa quando fuori è freddo genera dubbi amletici 
(is cold beautiful or horrible? that is the question)
Restare ancorati alla perfezione, respingere una proposta decente e restare da soli a casa quando fuori è freddo è sicuramente da coglioni.
(cold may also be beautiful, but sure you're an idiot)

deliri di opheliamillais delle 20:39
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (5)