giovedì, 28 febbraio 2008

G si è costruito un mondo di fantasia, nel quale vivere la vita che voleva e non avrà mai.
Nascosto in quel mondo G è felice, perchè si narra principe oppure ladro, vincente o smarrito ma sempre amato e circondato da chi vuol solo abbracciarlo forte quando torna a casa.
Guardandolo ho pensato che avrei dovuto svegliarlo.
Ma non lo ho fatto.
Ho ascoltato il suo mondo, sorridendo dei suoi sorrisi pieni di fantastico amore.
Lui era felice... e un pò anch'io.
Tornando a casa pensavo che in fin dei conti era giusto così, era giusto lasciarlo sognare in pace e partecipare al suo sogno con fiducia.

Del resto tutti ci rifugiamo nel nostro piccolo mondo privato, quando quello vero fa troppo schifo, è troppo noioso o fa troppo male. Forse anche G un giorno riuscirà a trovare quei rifugi meno pericolosi che usiamo noi adulti.
Io oggi ho trovato un paio di rifugi interessanti e a basso investimento.
Uno è questo
===>
ed il secondo è questo ===>

Poi c'è il rifugio per eccellenza, quello usato per estro e non per intro_mettersi.
E non ci sono strade che conducano a quel rifugio.
Oggi, forse domani, ne nasce uno nuovo ed è fatto di pelle tesa che brama di aderire alle ossa.
E' fatto di carne solida e scomposta nello spasmo.
E' fatto di musica senza note, una melodia che solo io conosco e potrei canticchiare.
E' fatto di questo ma non si direbbe... infatti non lo dirà nessuno, se non sarò io per prima a dirlo. Ed io non lo farò.
L'unica cosa certa è quell'odore che io adoro...ma l'odore è fidato: non racconta il senso.

Stasera, per esempio, nel locale si sentiva un odore acre.
Io ho detto "cipolla" ma forse non lo era. Gli altri hanno dato altre versioni.
Anche in questo caso l'unica cosa certa era un odore, del quale però non siamo riusciti ad accertare la natura.
Quindi posso star tranquilla.

 

riflessioni di opheliamillais delle 00:52
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martedì, 05 febbraio 2008

Si.
Quando vedi le cose, quel che penserai dipende dalla direzione del tuo sguardo.

Non è che si possa deciderlo, è che ognuno è parte di un tutto ma ognuno incastrato al suo posto, stretto tra gli altri o ampio nell'aria... ognuno simile o totalmente diverso dal suo vicino.
La cosa più bella che ti possa capitare è scoprire che qualcuno, proprio lì vicino o lontanissimo da te, simile o tanto diverso, vede le cose guardandole dalla tua stessa angolazione.
E allora il senso, vero o presunto, prende lentamente forma e colore.
Sono sembianze evanescenti, non si fa in tempo a definirle che già sembrano mutare eppure sono. E sono perchè sono state viste, e non da te soltanto. Ci sono perchè hai cercato il loro nome e se lo hai fatto è per comunicare.

Un esempio può essere guardare uno specchio.
Lo specchio lo puoi usare per sistemarti i capelli. In questo caso farai in modo che il tuo specchio sia quanto più possibile fedele nel restituirti l'immagine. Uno specchio di qualità.
Le sue doti saranno confermate dalla certificazione del produttore e dai frequenti riscontri oggettivi di efficacia.

Oppure puoi considerarlo un oggetto di arredo, ed appenderlo perchè la casa non è completa senza uno specchio. Questo specchio sarà il più possibile intonato all'arredamento. Uno specchio bellissimo.
Per censirlo come tale, adopererai varie fonti, ad esempio il suo prezzo, il tipo di negozio nel quale viene venduto, lo stile che lo contraddistingue. Per confermare la valutazione basterà l'approvazione dei passanti.

Oppure puoi guardare lo specchio e chiederti perchè rifletta la tua immagine. In seguito, probabilmente, ti capiterà di chiederti se quell'immagine sia proprio tua ed in quale misura ti rappresenti davvero. Se ti poni queste domande, probabilmente non farai caso alla foggia nè alla qualità dello specchio. Cercherai piuttosto di levargli ogni giorno la polvere, perchè resti sempre lucido.
E nel frattempo cercherai delle risposte, plasmando ogni giorno l'impalpabile verità con strisce di colore sottile che permarranno appena il tempo di perire nel confronto...
...oppure resteranno, sature, a mezz'aria, confermate da un semplice sguardo.
Punto di arrivo e di partenza.
Senso e non-senso.
In.sieme.

di opheliamillais delle 01:06
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