sabato, 04 marzo 2006

Ed è sempre come se mi fosse sfuggita la cosa importante.

Io razzolo e predico, arranco e sorrido, vivo, muoio, respiro e rinasco.
Completo quadri inattesi, ogni tessera si interseca al suo posto, naturalmente, semplicemente,
come se fosse previsto, come se fosse come doveva essere...
...ed io resto così, attiva nella passiva ammirazione dell'ennesima opera compiuta:
insoddisfatta, perennemente priva di colla che mi leghi a quell'attimo che potrei godere,
perchè sento che è già via, lontano, il desiderio compiuto non mi appartiene.

Poi penso di scrivere, di dirtelo, di realizzare parole che contengano quel che non vorrei mi lasciasse,
ma è troppo presto oppure è troppo tardi, e non c'è parola che riesca a cogliere quello che è fuggito.

Se un giorno, si, se un giorno riuscissi a disporre le lettere di quelle parole come credo di disporre tessere che vanno semplicemente al loro posto, quel giorno forse capiresti.

di opheliamillais delle 22:27
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