Dal finestrino solido e spesso
il vetro filtra immagini troppo veloci perchè io riesca ad approfondirne le sfumature.
Eppure, nel vederti apparire in quel meraviglioso angolo di mondo, il tempo... il treno... il cuore... tutto si è fermato in un istante ingordo.
La mezzaluna di sabbia bianca e fine circondata da rocce orgogliose,
le verdi trasparenze dell'acqua che lambisce la riva lì, dove la sabbia
ha imparato a riceverla,
il cielo terso che in una gradazione di viola si unisce al mare.
E al centro esatto di tutto questo, tu.
Tu che non so chi sei, cosa sei, nè perchè.
Tu, di schiena, comodo in quella stessa candida luna
abbracciata dagli scogli,
incantato dall'immensità smeraldo dinanzi ai tuoi occhi...
...credevo.
Focus.
Lo zaino gettato a caso, vicino.
Uno sguardo furtivo al treno che senti alle tue spalle, solo un attimo...
...poi torni a ripiegarti su te stesso,
sulla manica sollevata del giubbotto imbottito,
ramoscello bianco da un tronco nero,
a spararti nelle vene qualcosa che non sei riuscito a trovare, a fare,
a conquistare, a vincere, a scegliere, ad accogliere, ad accettare.
Qualcosa che neppure questo meraviglioso angolo di mondo riesce più a darti.
Mi dispiace.
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (8)






