venerdì, 30 luglio 2004

 

E, poi...

 

 

 

Poi arriva Quel giorno. L’alba di Quel Giorno sembra un’alba come le altre, ma Tu lo sai che non è così. Lo sai perché lo avverti, lo avverti sulla pelle quanto nella matrice delle ossa. E’ tutto un brivido che ti scuote dal torpore, che ti sveglia dal sonno che hai scelto per abbandonarti.

 

Ed in quel giorno devi tirare forte la leva del freno a mano, perché la tua macchina corre veloce, e alla fine della discesa ora vedi il muro.

 

Sempre in quel giorno, capisci che non tutto è come sembra.

 

Ed è lo stesso giorno nel quale lui ti dice: “Forse è meglio darci un taglio†e tu sai che quella frase la aspettavi da tempo, che non la hai mai detta perché hai paura di ferirlo, perché gli vuoi bene davvero, si, tu vuoi il suo bene. E con esso viene il tuo.

E’ lo stesso giorno che lui, dopo averti liquidata, quasi si offende perché non “corri in suo aiutoâ€, garantendo per tutti che le cose andranno meglio “perché vi volete beneâ€, è lo stesso giorno in cui lui poi ti attribuisce colpe che non sono di nessuno, se non della vostra diversità.

 

E allora volti la medaglia.

E in quello stesso giorno, la luce riflessa sulla medaglia ti inonda e ridefinisce i contorni: e capisci quanto lui si sia nutrito del tuo affetto, quanto abbia masticato i sentimenti per trarne forza.

Capisci quante volte sei accorsa ai suoi richiami travestiti da malessere, capisci il suo stupore nel non vederti accorrere anche oggi.

Capisci quanto abbia ancora bisogno delle tue gambe per camminare, quanto abbia bisogno di possederti per essere felice, quanto lontana sia la sua mente dalla tua, quanto vicino sia il bisogno della sicurezza che solo un essere così dipendente da te riesce a darti.

E capisci che è il momento di uccidere quella cazzo di crocerossina.

 

E stringi i denti. E tiri forte il freno. E dici basta.

Poi respiri, e senti di nuovo l’aria ossigenarti.

 

Paura? Si, hai paura. Come un drogato che tenta di disintossicarsi, e già sa che il suo spacciatore andrà a cercarlo, tutti i giorni. Che tenterà ogni mossa per riaverlo.

Poi pensi: "Coraggio, è solo un'altra salita: puoi farcela." 

E subito ti viene da pensare: "Spero che lui stia bene."

 

 

 

di opheliamillais delle 23:14
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (26)

martedì, 27 luglio 2004

 

Come è possibile?

 

(Tizia, Caio & Sempronio – 3° episodio)

 

Casa Tizia, interno, ore 16.30.

Tizia, incredibilmente sofferente per le vicissitudini della neonata love-story con Sempronio, trascorreva ore interminabili in attesa di “quel segno†che per lei poteva simboleggiare tanto luce eterna quanto eterna dannazione. Sempre attenta a reintegrare l’energia necessaria al proprio telefonino, ella si trascinava per lunghe ore e lunghi giorni sempre più bui: Sempronio tardava infatti a dare sue notizie ovvero comunicare la sua “sceltaâ€, anzi, prescelta, tra Tizia e “la donna misteriosaâ€.

Display inattivo. Display inattivo. Display inattivo. “Illuminati, cavolo!†Ecco, si, com’era il training del corso di “pensiero positivo†che ho seguito… ah si! “Io penso che tu mi chiamerai io penso che tu mi chiamerai – hai scelto me hai scelto me ed ora il telefono suo-ne-rà, suo-ne-rà, suo-ne-rà…†scandiva con voce ferma e decisa Tizia fissando ipnoticamente il cellulare… ed ecco: Bibiiip!!! Bibiiiiip!!! Carica insufficiente. “Vaffanculo!†Disse Tizia pensando a Sempronio, al cellulare ed anche al corso di pensiero positivo. “Soldi sprecati, potevo andarci al Beauty Center.â€

 

Bagnasciuga nota località turistica, ore 16.30.

Nel frattempo Caio, abbandonato da Tizia al suo destino, decideva di intraprendere a pieno regime la carriera da Single, recandosi ovunque il vento ed un paio di gambe femminili ben tornite lo portassero. (Scoprendo peraltro che la cosa non gli dispiaceva affatto)

 

Casa Ophelia, divano-confessionale, ore 20.00.

Tizia percorreva nervosamente i suoi morbidi riccioli castani, ponendosi domande degne della filosofia più sottile. Alcuni esempi: “Sempronio tornerà da me?†… “ E se si, perché non lo ha ancora fatto?†… “L’ultima volta che gli ho parlato, mi ha detto che anche lui era rimasto colpito dal feeling che c’era tra noi: un feeling del genere non si raggiunge in così poco tempo, non può restare indifferente a tutto questo, no?â€

Ophelia, timorosa di annebbiare troppo Tizia con un contro-corso di “pensiero negativoâ€, decideva quindi di tenere per sé le sue idee in merito al probabile esito della vicenda, limitandosi a lasciar parlare Tizia ed a porre domande che potessero in qualche modo svegliarla dal torpore. Alcuni esempi: “ Ma senti un po’ Tizia, tutto ‘sto feeling era una roba mentale, vero? No, perché se si tratta di feeling mentale direi che è impossibile metter da parte una persona che ti fa star bene in quel senso.†… “Comunque sai, non sempre si è del tutto sinceri. Prendi te con Caio, ad esempio: non glielo hai mica detto che lo lasciavi per Sempronio, a tutt’oggi te lo stai tenendo ‘in caldo’, il dodicesimo calciatore, insomma. Magari Sempronio sta facendo lo stesso con te, cioè, è un’ipotesi eh!â€

 

Casa Tizia, letto-assorbente ore 20.20.

Con un gran colpo di reni, Tizia impugna la situazione.

Prende il telefono e chiama Sempronio, per rimproverarlo del suo pessimo comportamento e dell’averla lasciata così, in stand-by, per troppo tempo, e senza neppure informarsi del suo stato senti-mentale.

“Mettici un punto†è la secca risposta di Sempronio.

 

Casa Caio, scrivania-pensatoio, ore 20.30.

Caio, soddisfatto della nuova era intrapresa, ma profondamente ed intimamente legato al ricordo della bella Tizia e delle sue dolci parole, decide di telefonarle.

E Tizia scoppia in un pianto a dirotto, che per Caio è un’ulteriore conferma della sua spiccata sensibilità, dell’innata dolcezza e forse, addirittura, di una sorta d’amore latente nei suoi confronti.

Caio consola quindi Tizia dicendole di aver compreso la sua scelta, di esser consapevole dell’aver sbagliato tutto, del non aver fatto nulla per salvare la loro storia, e che Tizia non poteva proprio far altro. La capisce, ma spera che un giorno si possa ricominciare.

 

Tizia piange per Sempronio fregandosene di Caio. Caio ha un’ottima opinione di Tizia. Sempronio se ne frega di tutti e due.

 

Conclusione: Se menti ad un uomo e lo fai soffrire, ordendo strane trame alle sue spalle ma vestendoti da ingenua, quegli ti amerà venerandoti come una Santa Martire, e le tue lacrime per lui saranno prova d’amore.

Se invece sei schietta, ed indossi gli abiti di quel che è normale tu sia (una donna del 2000), lui ti considererà superficiale e poco affidabile. Inoltre, in quanto catalogata come non-sensibile, sarai non-meritevole di rispetto.

Gli uomini amano le Tizie.

 

(So che queste mie considerazioni non saranno bene accette a molti: ho voluto osservare la vicenda sotto un’altra luce)

 

                                              

 



di opheliamillais delle 21:00
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (20)

venerdì, 23 luglio 2004

                         

Mi chiedevo: e se potessimo scegliere un colore ogni giorno diverso da indossare?
... ma non un abito colorato, no, proprio un colore.

Un colore che ci rivesta, come colata di vernice sempre fresca. Un colore nel quale vivere per un giorno, integralmente immersi nelle sue sfumature... beh, in quel caso, quale colore sceglierei? Quale colore scegliereste?
Oggi penso al blu... il blu oltremare, coi suoi meravigliosi riflessi laddove la luce del sole lo bacia, ed i suoi anfratti oscuri laddove il buio lo coccola. Altri giorni magari sceglierei il rosso purpureo, altri ancora il verde oliva ma... la cosa che mi fa più riflettere è il fatto che ho pensato che a volte indosserei volentieri della vernice trasparente...

 




di opheliamillais delle 20:58
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (16)

mercoledì, 21 luglio 2004

 

(non)

 

Voglio tornà bambino…

 

 

Ma siete davvero stati tutti spensierati, durante l’infanzia?

Già, sento spesso ribadire il concetto di: “fanciullezza†inscindibilmente unito a quelli di: spensieratezza, leggerezza, felicità.

Ma chi lo ha detto? O meglio, perché lo si ribadisce di continuo e con tale fermezza?

Forse perché i bambini impegnano il tempo nel gioco – e gli adulti sottovalutano l’importanza del gioco per un bambino?

Forse perché il pianto di un bambino è considerato dai “lumi della matura ragione†insignificante/poco importante rispetto al pianto di un adulto?

 

Io ricordo che pensavo. Riflettevo sul perché delle cose, sul perché di certi comportamenti degli adulti e, si, stavo anche male. Soffrivo per quelle regole imposte che la mia mente bambina trovava ingiuste. Soffrivo per la mancanza di ciò che volevo – fossero esse macchinine telecomandate o bambole, torte alla frutta o cuginette lontane, che importa?

Chi può dimostrare che soffrivo di meno rispetto ad oggi? Si, è probabile che le cause della sofferenza ‘adulta’ siano razionalmente valutabili più “elevate†più “serie†o più “plausibiliâ€â€¦

Ma chi è in grado di far comprendere veramente ad un bambino che il suo dolore per la perdita dell’orsetto Winnie Poo – in verità - non è nulla!

 

Chi può dimostrare una reale differenza di valore – paragonando i due mondi differenti?

L’unica diversità tangibile che sono riuscita a riscontrare sta nelle sofferenze ‘estreme’ (lutti, depressioni) che sembrano radicare solo nel fertile mondo ‘adulto’… per il resto, trovo che – se relazionati ai contesti – i malesseri siano fin troppo simili.

Eppure, l’infanzia è l’età felice. Deve essere così.

 

Beh, sapete che vi dico? Non sono affatto d’accordo.

L’unica età felice che ricordo è quella che non ricordo.

Quel che ricordo bene, invece, è che da bambini si comincia ad immaginare, desiderare e sognare l’età adulta. Dimostratemi quindi che è poi così diverso dal nostro urlare: “Voglio tornà bambinoâ€.

 

 

di opheliamillais delle 13:08
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (21)

sabato, 17 luglio 2004

 

S.o.S.

 

Vagando per il giardino, in cerca di un’erbaccia da estirpare (a mò di sfogo della rabbia repressa che osava attanagliarmi in quel momento), la mia attenzione è stata rapita da un debole richiamo, o meglio “lamentoâ€.

Con fare da atletica protagonista del defunto spot: “Olio Cuore – mangiar bene per sentirsi in forma†ho aggirato la staccionata (lo so che il tipo – dicuinonricordoilnome – la staccionata la saltava, ma per giustificarmi dirò che avevo i tacchi) e, relegando la rabbia repressa in un misero angolo e la violazione della privacy nel dimenticatoio, mi sono intromessa nel cortile dei vicini dedicandomi alla spasmodica ricerca del “mittenteâ€.

Ed eccolo lì, stretto in un angolo, a tentare di raddrizzarsi in precario equilibrio sulle zampette ancora troppo morbide: un batuffolino nero, smagrito e miagolante.

Essendo conoscente di sua madre la ho informata dell’accaduto, credendo lo riportasse dai suoi fratellini: niente. La stronza lo annusava per poi tornare dai figli prediletti, lasciandolo nella disperazione.

La cosa è andata avanti per un intero pomeriggio (ovviamente i miei vicini, dalla rinomata sensibilità, se ne erano già accorti e strafregati), dopodiché ho pensato di fare qualcosa per lo sfortunato: latte, minibiberon e tante coccole, ma ho paura che non basti. Il piccolo avrà una settimana al massimo. Consigli?

di opheliamillais delle 12:50
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (24)

giovedì, 15 luglio 2004

Come è possibile? Vol.2

(Ovvero breve aggiornamento about Tizia,Caio & Sempronio)

Ve li ricordate?
Breve sunto (notizie + dettagliate nel post del 29 Giugno scorso):
Tizia innamoratissima di Caio lo lascia all'improvviso adducendo scuse più o meno banali, malcelando l'amara verità: ha conosciuto Sempronio.

14/07
Sempronio riceve una telefonata della sua ex ragazza, la quale si è nel frattempo amaramente pentita di aver troncato la relazione.
Conclusione?

Sempronio ha lasciato Tizia che aveva lasciato Caio.





di opheliamillais delle 00:42
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (18)