lunedì, 31 maggio 2004

 

Y VAMOS A LA FIESTA!!!

 

 

Ieri, gran casino qui da me.

Festa, paese in festa, vestiti a festa, bambini sulle giostre,

colori tutt’intorno, suoni di musica dal vivo, rumore di fuochi artificiali,

girandole di luci, palloncini colorati, aria spessa e fumosa di kebab e salsiccia arrosto,

bancarelle di artigianato africano, chincaglierie marocchine, abbigliamento cinese, frizzi e lazzi.

 

Risalivo la strada principale in compagnia di amici, come sempre intimorita dalla fiumana di gente

che ti cammina a fianco, che ti cammina incontro, che ti attraversa, che ti ruota attorno sorridendo, salutando, chiacchierando, chiamando a gran voce chi si è arenato per strada.

Mi muovevo al ritmo delle mie falcate veloci (non ho mai saputo passeggiare, solo correre o star ferma) le gambe tese nello sforzo di sfociare via dalla folla, il corpo ad accompagnare la salita, gli occhi fissi sull’oasi di aria tersa che mi attendeva, su in alto.

 

Eppure lui non taceva.

Dentro c’era il totale silenzio, non un suono interrompeva la quiete necessaria alla fluida evoluzione dei pensieri, non un sorriso bucava lo schermopiatto, non un saluto mi distoglieva, non un canto, un ballo, non uno strillo di bambino: uditi, visti, scivolati.

 

Ecco un piccolo assaggio:

Alle feste solo sorrisi e grasse risate, che se sorridessimo sempre tutti così tanto sembrerebbe il Brasile

- Agitare mano in segno di saluto -

e a camminarci in mezzo è come essere investiti da un’onda anomala felice. Io devo essere immune, non riesco a farmi contagiare. Anzi, mi piacerebbe tanto essere già arrivata…

- mostrare denti all’ex compagna di classe che non vedi da tempo -

…invece mancano ancora troppi metri. Metri lunghi per pensare a quanto sto meglio da sola e quanto male tra la gente perché mi scoppia la paranoia della diversità, a confronto

- aspettare amica rimasta indietro -

paranoia che peraltro ho imparato a superare benissimo da quando ho appreso che esiste anche gente come me, solo che quelli come me sono nascosti sotto quelli che sorridono – e valli a riconoscere, ché portiamo tutti le stesse maschere.

- far conversazione con compagni di salita in merito all’abominevole quantità di carne umana accorsa -

io però ho deciso di metterci del mio, in questa ricerca dei miei simili, e lo faccio spiattellando il mio a-quanto-pare-criticabile punto di vista non appena se ne presenta l’occasione. Coast-to-Coast, come direbbe qualcuno. Costi quel che costi.

- evitare cucciolo di uomo sopraggiungente a velocità smodata con testa rivolta all’indietro -

Del resto mi basta la ricerca, se trovo Trovo, sennò ho cercato, e cercando mi faccio vivere e mi sento viva. Questo lo ho capito, e non mollo mica:

W la ricerca, W le diversità, e soprattutto W la fine della salita.

“Vi saluto ragazzi, buon proseguimento.â€

(Home, sweet home. Silence, sweet silence)

cercherò un’altra volta, c’era troppo rumore per far sentire il mio richiamo.

 

 

 

 

di opheliamillais delle 18:43
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (7)

giovedì, 27 maggio 2004

 

"Cosa vuol dire Ti Amo?"

Due Parole.
Cinque lettere in tutto,
che spesso non vogliono dire proprio niente.

"TI AMO."

Io amo la musica e le sensazioni che mi da. Amo la bellezza,
lo struggimento delle emozioni, amo alcune persone perchè il loro stesso respirare mi ossigena l'anima.
Ma non posso credere al suono di: "Ti Amo"
quale garanzia di totale fedeltà e dedizione.
Non posso pensare che due parole a me
rivolte siano un sigillo che mi consacra
Personificazione dell'Amore per chiunque.

Non sto sminuendo l'amore,
sto demolendo il valore che si tende ad attribuire ad un'espressione
troppo spesso dettata da istinti passionali che con l'Amore
hanno poco da spartire.

Eppure per molti "Ti Amo" è un culmine, una vetta insuperabile:
una conferma, una sicurezza,
parole alle quali si Giunge-Dando-Il-Meglio-Di-Sè, quasi un anelato Premio.

Quante volte avete sentito un innamorato/a lasciato/a disperarsi:
"...ancora la settimana scorsa mi diceva Ti Amo...
non capisco, può l'amore finire per una cazzata simile?"

Cinque Lettere, Due Parole.... ti è bastato così poco?

No, Amico. L'Amore non finisce per un litigio. Anzi, se parliamo di Amore,
quello proprio non finisce. Ma tu parli di altro.
Tu hai preso una mistura di corde vocali e fiato e l'hai depositata nell'archivio atti notarili.
Eri la sua passione, ora è finita.

Se quel che cercavi era Amore, non hai perso nulla.
Davvero ti sentivi amato? O hai semplicemente sentito parole, e visto gesti?
L'istinto. La pancia. Le ossa. Solo loro possono davvero Sentire,
fuggendo i retaggi del cervello ed i dettami delle orecchie, cos'è l'Amore.
Se ci danno Amore.
Se sentiamo e diamo Amore.

Ma l'istinto è spesso martorizzato. Offeso.
Dilaniato dai telefilm delle famiglie-cuore.
Dai tentacoli delle madri.
Dalla lingua degli ignoranti.
Dall'amore di chi ti ama perchè si nutre di te.

Chiudi gli occhi, riempi di cera le orecchie e mettiti in ascolto.

L'Amore è meraviglioso. E' vita. Non dirmi Ti Amo, non serve.
Basta che mi respiri a fianco.









































di opheliamillais delle 12:20
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (14)

martedì, 25 maggio 2004

Diverbio madre-figlia part 1.

Non riesco a spiegarmi perchè, per quanti sforzi io faccia al fine di coinvolgere mia madre nel mio sistema-pensante, lei ne resti SEMPRE ed IRRIMEDIABILMENTE fuori. (Ma non fuori = un pò fuori. Fuori proprio FUORI. Ad una distanza non misurabile in metri, ma in dimensioni.)
Mi frustra, parlare di certe cose con mia madre, perchè improvvisamente mi sento incapace di utilizzare efficacemente la lingua italiana.

L'argomento di oggi era: Il Domani, varie ed eventuali.
Sogno di mia madre: Esser soddisfatta di me e DA me = Io+marito+figli.
Sogno mio: Esser soddisfatta di me e DA me = Io, varie ed eventuali.

Il sogno è lo stesso. Ma alla fine dei conti, in modo garbato, m'ha dato della Zoccola.

ArgomentiOphelia: Ricerca=Stimolo, Indipendenza=Necessità Vitale, Matrimonio=Utopia.

ArgomentiMamma: Ricerca=Immaturità, Indipendenza=Irresponsabilità, MatrimonioUtopia= Piacere di Cambiare.   

 




di opheliamillais delle 20:43
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (14)

domenica, 23 maggio 2004

 

 

Scivola, piccola perla

Su pelle morbida.

Segui l’ansa del fiume,

illumina di luce candida

discese ripide.

 

Nasci come alba tiepida di giovani monti e muori

nei tramonti vellutati delle invitanti valli.

 

Traccia il tuo cammino affinché le mani possano seguirti

e dipingi ancora, nelle notti buie, l’aurora.

 

 

di opheliamillais delle 18:09
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (7)

venerdì, 21 maggio 2004

 

“RendiConto?!?â€

 

In questo ‘momento’ della mia vita (come a volte avviene)

mi sento del tutto a posto con me stessa. Giusta.

Di contro, avverto una sorta di astio da parte di alcune persone

che dicono di volermi bene.

Ed io non ho granchè di forze ulteriori da impegnare nel rattoppo-delle-situazioni,

nell’analisi-dei-comportamenti-sbagliati-per-gli-altri,

nella modifica-degli-atteggiamenti-negativi-per-gli-altri,

nell’attenzione-a-muovere-passi-che-non-danneggino-gli-altri.

 

Mi limito a vivere a-modo-mio,

cioè a pensare e muovermi secondo la mia natura,

la quale comprende (ovviamente) una certa dose di attenzione

nei confronti del benessere degli altri. Una certa dose.

 

Questo mio ‘essere-come-sono’ comporta:

1) Un grande senso di benessere e serenità interiore

2) Sospetto, distacco o astio da parte di alcuni.che.mi.vogliono.bene

3) Nessuna modifica da altri.che.mi.vogliono.bene.

 

Quello che mi chiedo adesso è:

… Non sarà che quella percentuale di gente di cui al punto 2) non vuol davvero bene a Me????

  

 

Ci ho pensato, credo siano affascinati da una sorta di abito che indosso

O dalla stessa mutilazione di pensieri che a volte opero per ‘adeguarmi’.

Ma che non abbiano mai colto la mia ‘essenza’ e che (evidentemente)

non sia di loro gradimento.

 

di opheliamillais delle 18:32
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (5)

mercoledì, 19 maggio 2004

 

Me, Myself and I.

 

"Libera?" Si, sono libera.

Odio gli schemi imposti, i futuri prevedibili, le scadenze improrogabili.

Non amo il rischio, ma la possibilità di assumerlo quella si, mi rende viva.

 

Non so contenermi, non riesco ad inquadrarmi, sono libera.

Fuori dalle convenzioni e dalle concezioni, sguazzo in un limbo di NonSapere

Che è poi tutto il sapere che mi possa augurare.

 

"Soffro?" Si, soffro. E tanto, ed intensamente, fin nel midollo.

Ogni cellula, OGNI CELLULA.

 

"Gioisco?" Si, gioisco. Ma non intensamente. Non in ogni cellula.

La gioia è superficiale, mi si ferma sulla pelle e non entra.

Il sorriso è superficie.

 

Però Vibro.

Succede quando mi 'sento', quando qualcosa tocca le mie Corde

e queste cominciano ad emettere melodie spontanee. Il Risveglio.

Vibro fin nelle ossa ed oltre le ossa, vibra la mia essenza, il non visto e non visibile,

il nascosto per scelta e per necessità,

quello che non potrai mai sapere che Sono-Veramente, solo "sentirlo".

Neppure io saprei descrivere.

Non ho ricette da suggerire.

 

"Viva?" Si,mi sento Viva.

"Perchè?" Perchè Sono.

 

E questo post... lo ho scritto Io.

 

 

di opheliamillais delle 20:28
E tu, hai per caso qualcosa da dire? commenti (9)